Top

7 Errori da evitare online se vendi serramenti utilizzando il personal branding!

“Sei proprio sicuro che stai gestendo nella maniera più corretta il sito web e i social?”

  

 

Ho già parlato in un precedente post dell’utilità di creare un efficace personal branding per farsi percepire in rete come un esperto nella vendita dei serramenti, crescere in autorevolezza come professionista e aumentare all’ennesima potenza le possibilità di prosperare con una specifica nicchia di clienti.

 

 

Tornare pertanto su questo argomento potrebbe sembrare superfluo, se non fosse che, sempre più spesso, “inciampo” in siti web e profili social di imprenditori, manager o venditori del settore, che mi lasciano molto perplesso!

 

 

“Sei proprio sicuro che stai gestendo nella maniera più corretta il sito web e i social?”

 

 

 

 

Nessuno ovviamente è esente da “svarioni” nella gestione del proprio profilo Facebook o Linkedin, ma da una innocente svista ad errori grossolani (capaci di mettere a serio rischio o rovinare la carriera di un professionista) esiste una profonda differenza.

 

 

Pertanto ho deciso di ritornare sull’argomento del personal branding, concentrandomi questa volta su quelli che sono gli errori più comuni che non si dovrebbero mai commettere, in caso di utilizzo di piattaforme digitali (dal sito web alle pagine social).

 

 

Se ti identificherai in alcuni di essi, magari con un pizzico di fortuna, potresti ancora salvarti in “calcio d’angolo”. In ogni caso, qualche suggerimento tra quelli che seguono, potrebbero trasformare un potenziale pericolo in una buona opportunità per emergere dalla concorrenza.

 

 

Ecco quindi i 7 errori da evitare online se vendi serramenti utilizzando il personal branding:

 

 

1) Le bugie hanno le gambe corte!

 

Se sul tuo sito web scrivi che entro 8 ore verrà elaborato un preventivo e poi la cosa non avviene (o decidi di chiudere per ferie per 10 giorni senza avvertire gli utenti!), capisci anche tu che questo modo di agire non è proprio il massimo! Forse lo hai fatto per superficialità o perché hai avuto un periodo pieno di impegni, oppure semplicemente non hai nessuno che ti aiuta a gestire questi strumenti.

Qualsiasi motivo ha causato il venir meno della tua parola, sappi che mantenere le promesse deve essere un mantra da rispettare in ogni occasione. La coerenza, nella vita o nel lavoro, ripaga sempre con gli interessi!

Pertanto, se non sei in grado di rispondere alle e-mail in meno di due ore o di garantire la consegna di porte e/o finestre in 20 giorni, non lo scrivere da nessuna parte: né sulle tue pagine social, né sul tuo sito web. Meno che mai su un contratto!

I clienti, si sa, hanno la memoria lunga e stai sicuro: alla prima buona occasione te lo rinfacceranno!

 

 

2) Tu non sei la tua azienda!

 

Qui stiamo parlando del tuo brand personale e non di quello della tua azienda o dell’impresa per la quale lavori. Tu non sei un prodotto!

Fare personal branding significa “promuovere se stessi”, le proprie idee e dare una buona ragione a un cliente o un datore di lavoro o una persona di scegliere te al posto di qualcun altro. Là fuori ci sono tanti professionisti che ricoprono il tuo stesso ruolo o che vendono infissi. Se non puoi essere il migliore, devi sforzarti di essere almeno diverso da tutti gli altri.

Come? Cercando di essere il più autentico possibile. Per comunicarlo efficacemente bisogna prima di tutto conoscere sé stessi!

Avere un’immagine solida e non un castello costruito sulla sabbia che rischia di cadere alla prima occasione.  Avrai ad esempio capito che postare su Facebook continuamente i lavori di porte e finestre, come  fanno tutti e senza alcuna strategia, è diventato controproducente?

 

 

3) Non impiegare il giusto tempo.

 

Lo sviluppo e il mantenimento di un efficace personal branding richiede tempo e impegno. Non basta certo qualche mese per farsi conoscere in rete. E’ necessario investire anni e creare valore e contenuti utili per gli utenti, prima di essere apprezzati e riconosciuti come autorevoli da un certo pubblico. Online (e non solo…) le parole che possono fare davvero la differenza sono due: costanza e coerenza.

 

 

4) Non fingere quello che non sei.

 

Lo scopo di investire nel proprio brand è quello di farsi conoscere all’esterno. Mostrare i punti di forza è utile, ma evidenziare solo il lato migliore (amplificandolo in maniera pomposa sui social) rischia poi con il tempo di creare un “personaggio” che potrebbe essere poco credibile. Non fingere di essere quello che non sei, anche perché in rete gli utenti se ne accorgeranno. Anche se non dicono niente, stai sicuro: non avranno una buona percezione nei confronti di chi agisce in questo modo.

Nessuno inoltre vuole lavorare con persone di cui non si fida. Sforzati pertanto di comunicare un’immagine reale di quello che sei e di quello che fai.

 

 

5) Non creare contenuti originali.

 

Per fare davvero la differenza, bisogna creare qualcosa di unico e speciale. E’ difficile sviluppare un efficace personal branding, se non si fa altro che condividere soltanto i contenuti di altri. La strategia migliore è sempre quella di apportare qualcosa di nuovo e di inedito.

 

 

6) Non discutere con chi non è disponibile al confronto.

 

Mi rendo conto che la tentazione di rispondere o intervenire nei confronti di commenti sgradevoli su Facebook o in altri social, è più forte di noi. In alcuni casi è quasi impossibile non replicare per le rime ad attaccabrighe che in rete spuntano come funghi. In quei momenti la soluzione più equilibrata è darsi un bel pizzico sulla pancia.

Ricorda quello che diceva Oscar Wilde: “Non bisogna mai discutere con un idiota: prima ti trascina al suo livello, poi ti batte con l’esperienza”.

In rete non devi mai litigare con nessuno! Immagina di stare in una gigantesca piazza con migliaia di persone che osservano i tuoi commenti e comportamenti. Il rischio di fare una pessima figura è altissimo.

 

 

7) Non concentrarti solo sui Social.

 

Nella versione moderna, il personal branding si sposa benissimo con i Social Network. Ma attenzione: non si vive di soli Facebook, Linkedin, Twitter, ecc. Esistono altri canali per sviluppare il proprio brand: dal sito web personale al blog, da Telegram a YouTube, per finire alle interazioni fisiche con il proprio pubblico (eventi, seminari, convegni, conferenze, fiere, ecc.).

 

 

Potrei darti anche altri spunti su cui riflettere per un corretto sviluppo online del personal branding.

 

 

Per motivi di spazio ho dovuto condensare il tutto in alcuni punti.

 

 

Non guardarmi così 😀 Vuoi davvero che continui?

 

 

Ok! Voglio premiare la tua costanza per essere giunto fino a qui!

 

 

Sai qual è l’errore strategico più importante che commette la maggioranza?

 

 

Non porsi nessun obiettivo da raggiungere!

 

 

Quale traguardo vuoi raggiungere online grazie al tuo branding personale?

Perché spendere tanto tempo ed energie in questa attività?

Non si dovrebbe mai far nulla senza avere ben chiare le mete che si desiderano raggiungere.

 

 

Forse vuoi solo condividere le tue conoscenze e confrontarti in rete con altri professionisti. Oppure desideri maggiore visibilità digitale coltivando, ogni giorno, la tua nicchia di followers. Cerchi maggiori conversioni per il tuo sito web? Vuoi diventare un influencer nel settore serramenti?

 

 

Qualsiasi cosa vuoi ottenere con il personal branding devi decidere qual è il tuo obiettivo, prima ancora di iniziare, al fine di trovare la giusta strategia per raggiungerlo.

 

 

Se pensi che le strategie di marketing possano essere interessanti per te e la tua attività, ti invito ad approfondirle visitando il mio Blog: vendereinfissi.it 

 

 Alessandro Guaglione

Consulente di Marketing – Blogger e fondatore di vendereinfissi.it

 

“Aiuto Serramentisti, Aziende e Rivenditori a distinguersi dalla concorrenza, sviluppando strategie di marketing capaci di accelerare le vendite” 

 

CONTATTAMI 

Nessun Commento

Posta un Commento