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Ecobonus Serramenti in fattura: l’impatto sulle vendite!

“Le preoccupazioni di associazioni e operatori sono reali”

E’ già da qualche mese che avrai sentito parlare di “ecobonus” serramenti scontato in fattura, di gravi pericoli che incombono all’orizzonte su tutta la filiera del nostro settore: dai piccoli e medi serramentisti ai rivenditori, dai falegnami fino alle grandi aziende.

 

Prima di valutarne i possibili effetti sul mercato, cerchiamo di capire cosa è cambiato e perché ci sono state condanne unanimi da parte di tutte le associazioni di categoria e degli operatori del settore.

 

Il 30 Aprile 2019 il Governo approva il famoso “Decreto Crescita” che prevede delle “misure urgenti di crescita economica…” per cercare di far ripartire un paese che da tempo vive in una fase di stallo e di forte incertezza sotto l’aspetto economico e finanziario.

 

Fin qui nessun problema! E’ facoltà di qualsiasi Governo emanare decreti legge, in casi di urgenza e necessità, che entrano subito in vigore (non appena vengono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale) ed entro 60 giorni devono essere convertiti in legge, pena la decadenza.

 

Sul mio profilo Facebook lanciai subito una notizia clamorosa: l’articolo 10 del Decreto Crescita (“Incentivi per gli interventi di efficienza energetica….”) prevedeva che l’ecobonus (la detrazione fiscale per l’acquisto dei serramenti) poteva essere scontato direttamente in fattura!

 

Una misura che, d’impatto, mi è sembrata una vera bomba atomica! Qualsiasi cliente che deve sostituire gli infissi di casa, invece di pagare l’intera fornitura e fare la domanda all’ENEA per recuperare il 50% dell’investimento nei successivi 10 anni, poteva  usufruire subito di questa agevolazione.

 

Troppo bello per essere vero! Immaginate l’impatto positivo che questo provvedimento avrebbe potuto innescare nel mercato della vendita dei serramenti.

 

Da buon Italiano però ho pensato: “Dove sarà l’inghippo?”

 

E’ il fornitore a doverlo anticipare! E non finisce qui! Potrà recuperarlo “comodamente” sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali dello stesso importo.

 

A questo punto, dopo aver fatto due semplici calcoli matematici (senza usare nemmeno la calcolatrice!) ho pensato: “ma questa è una misura impraticabile!”

 

Quale serramentista o rivenditore, da un punto di vista finanziario, era in grado di poter sopportare una misura del genere?

 

Considerando che i ricarichi medi del settore sono di un 30% o al massimo (quando va bene!) del 40%, in questo modo uno showroom di serramenti non riuscirebbe a pagare nemmeno il costo dei materiali ai suoi fornitori.

 

Per non dilungarci troppo poi sulle ridotte marginalità e sulla mancanza di liquidità, in cui versano gran parte delle imprese del settore…

 

Per cui ho subito pensato che, in sede di conversione del decreto in legge, l’articolo 10 sarebbe stato modificato o addirittura eliminato.

 

Nel frattempo si è scatenato un pandemonio con associazioni del settore in rivolta e operatori arrabbiati e preoccupati da questa misura.

 

Si è parlato di “complotti” per favorire le grandi catene distributive o le multinazionali (le uniche potenzialmente in grado di beneficiare di questa misura).

 

Insomma nei due mesi successivi all’uscita del Decreto Crescita si è vissuto un clima di tensione. Al grido: “il pesce grandissimo, mangerà tutti gli altri (piccoli, medi e grandi)”, gli operatori si preparavano allo “scontro finale”.

 

Nonostante le forti pressioni, anche a mezzo stampa, prima la Camera e poi il Senato approvano il Decreto Crescita, convertendolo in legge, con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 151 del 28 Giugno.

 

La reazione non si è fatta attendere: tutte le associazioni di categoria minacciano di boicottare questa misura. Qualcuna parla di “rumoroso silenzio” nei confronti della nuova legge, qualcun’altra promette battaglia in Tribunale.

 

Ovviamente qualsiasi serramentista o rivenditore, di fronte alla richiesta di un potenziale cliente, potrebbe sempre rifiutarsi di scontare in fattura l’ecobonus.

 

E’ un diritto del consumatore chiederlo, è una facoltà del fornitore accettare o meno la proposta.

 

Qualcuno paventa però il rischio di perdere clienti, ma a simili condizioni chi sono quelle imprese in grado di sostenerle?

 

Sicuramente sono da escludere tutti i piccoli serramentisti, i falegnami e gli showroom di porte e finestre.

 

Lo stesso si può dire per le medie imprese del settore. Le grandi aziende distribuiscono i prodotti, tramite la rete dei propri rivenditori locali, al consumatore finale.

 

La legge in questione prevede inoltre che il fornitore dell’intervento, a sua volta, abbia la facoltà di cedere il credito di imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Si esclude in ogni caso la cessione ad istituiti di credito e ad intermediari finanziari.

 

La domanda nasce spontanea: “ma perché mai un fornitore di prodotti o profili dovrebbe accollarsi ad esempio il credito d’imposta di un proprio rivenditore o serramentista?”

 

Le aziende, seppur grandi, hanno bisogno di liquidità per gli elevati costi di gestione. E poi non si assumerebbero mai un rischio del genere.

 

A dimostrazione di questa tesi è scesa in campo la Finstral: la più grande azienda italiana di infissi in pvc che, tramite un’apposita lettera del suo C.d.A., ha comunicato a tutti i propri rivenditori che non accetterà ordini di serramenti in cui il committente finale pretenda l’ecobonus del 50% scontato in fattura. L’intento dell’azienda è chiaro: avvertire il punto vendita dei rischi di questa misura e tutelarsi contro eventuali richieste di cessione dei bonus fiscali/crediti di imposta da parte dei propri partner/rivenditori.

 

Nel frattempo già mi giungono telefonate e voci di piccoli e medi serramentisti, rivenditori e aziende, che appena è stata approvata la legge, sono stati contattati da potenziali clienti che hanno chiesto se potevano usufruire dell’ecobonus direttamente in fattura.

 

Insomma gli operatori hanno paura che una misura del genere possa danneggiarli sotto diversi aspetti.

 

Ed è effettivamente così! Le vendite in alcune zone sembrano già rallentare.

 

Del resto, immagina di dover oggi, sostituire le finestre di casa! Hai la possibilità di ottenere subito l’ecobonus del 50%, scontato direttamente in fattura.

 

Tu cosa faresti? Pagheresti per interno la fornitura, inviando la pratica all’ENEA e aspettando 10 anni per recuperare tutta la detrazione fiscale, oppure cercheresti di trovare un modo per averla tutta e subito?

 

La risposta mi sembra abbastanza scontata.

 

Pertanto le preoccupazioni di associazioni e operatori sono reali. La misura rischia di alimentare una domanda che non potrà essere soddisfatta, bloccando di conseguenza una buona parte dell’intera filiera del serramento.

 

Nel frattempo persino l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha silurato l’art. 10 del Decreto Crescita, parlando in sintesi di “misura che favorisce i grandi operatori, distorce la concorrenza e danneggia i consumatori”.

 

Peccato che la pronuncia dell’AGCOM, pubblicata sul bollettino settimanale n. 26, è avvenuta dopo che il Decreto Crescita è stato convertito in legge.

 

Se anche un’autorità indipendente come l’AGCOM, garante delle regole del mercato e della concorrenza, prende una posizione così netta, la questione diventa preoccupante!

 

Dovremo comunque aspettare il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che, entro fine Luglio 2019, definirà le precise modalità attuative della nuova legge per capirne esattamente l’operatività.

 

Una cosa è certa: non solo si è persa un’altra buona occasione per rilanciare il nostro settore, ma si rischia di danneggiare migliaia di piccole e medie imprese che, già da anni, soffrono una crisi strutturale del comparto edilizio.

 

La speranza è che con la discussione della prossima legge di bilancio 2020, si possa rimediare a questa situazione. Basterebbe che, prima di fare una legge, il legislatore si confrontasse con le associazioni e gli operatori del settore…

 

 

 Alessandro Guaglione

Consulente di Marketing – Blogger e fondatore di vendereinfissi.it

“Aiuto Serramentisti, Aziende e Rivenditori a distinguersi dalla concorrenza, sviluppando strategie di marketing capaci di accelerare le vendite”

 

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