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ecobonus fiscale al 110%

Ecobonus al 110%: l’impatto sulle vendite dei serramenti!

“Super incentivo fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici: limite o opportunità per il rilancio del settore infissi?”

 

Come impatterà sulle vendite dei serramenti l’ecobonus al 110%?

 

 

E’ questa la domanda che assilla  tanti operatori del nostro settore, da quando il Governo ha approvato il cosiddetto Decreto Rilancio (D.L. n. 34 del 19.05.2020) inserendo anche il super bonus al 110%.

 

Prima di rispondere, facciamo il punto della situazione.

 

Il 4 maggio le imprese produttive hanno riaperto in sicurezza le loro attività, dopo un periodo di sospensione di circa due mesi a causa delle misure anti covid-19.

 

Sono stati mesi difficilissimi da un punto di vista economico e finanziario, che hanno messo in ginocchio interi comparti industriali e il settore serramenti non ha fatto eccezioni.

 

Per combattere gli effetti del lockdown forzato, il Governo ha emanato una manovra corposa da 55 miliardi per tentare di far ripartire il Paese, iniziando proprio dal settore più trainante per l’economia.

 

Per rilanciare infatti il settore edilizia, sono previste una serie di misure straordinarie, che favoriscono l’efficientamento energetico degli edifici. 

 

Potenzialmente sono milioni gli immobili interessati.

 

Indirettamente la loro riqualificazione energetica può  fare da volano anche ai consumi degli infissi.

 

Consapevoli che la ripartenza sarebbe stata lenta e difficile, a seguito dell’autorizzazione allo sforamento dei vincoli di bilancio da parte della Commissione Europea, sono stati approvati gli articoli 119  e 121 del decreto rilancio, che devono però essere valutati con la dovuta attenzione.

 

 

Come potrebbero aiutare il settore serramenti?

 

Il decreto consente la possibilità di accedere dal 01.07.2020 al 31.12.2021 ad una serie di ecobonus, anche in caso di acquisto di infissi e schermature solari, che potranno raggiungere:

 

  • il 110%: se fatti in abbinamento con interventi di edilizia strutturata, come nel caso del cappotto termico o della sostituzione della caldaia o della pompa di calore.

 

La fruizione della detrazione è fissata in 5 anni tramite quote di pari importo.

 

  • il 50%: resta in vigore se invece gli interventi si limitano alla sostituzione dei soli serramenti (finestre, persiane, scuri, ecc.).

 

In questo caso il recupero fiscale avverrà in 10 anni, come del resto già avviene anche oggi.

 

 

Analisi delle misure legate all’ecobonus al 110%

 

Da una prima valutazione del decreto,  sembra che il Legislatore abbia voluto favorire gli interventi di riqualificazione energetica rivolti più all’edilizia strutturata, che ai piccoli lavori privati per la mera sostituzione dei serramenti.

 

L’obiettivo è chiaro: ridurre i consumi energetici degli edifici, l’inquinamento atmosferico e aumentare il valore del patrimonio immobiliare italiano.

 

In particolare vengono agevolati:

 

1) gli interventi che riguardano le migliorie dell’involucro edilizio in termini di isolamento termico (in primis i condomini) per spese non superiori a euro 60.000 moltiplicato il n. delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

2) gli interventi sulle parti comuni degli edifici (condomini)  per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, a pompa di calore (inclusi  gli impianti geotermici o ibridi), anche se abbinati all’installazione di quelli fotovoltaici o di impianti di microgenerazione. Le spese non devono superare euro 30.000 moltiplicato per il n. delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

3) i medesimi interventi, di cui al punto 2, ma riferiti agli edifici unifamiliari. Le spese non devono superare euro 30.000.

 

 

In sintesi: coloro che debbono sostituire solo le finestre o i sistemi oscuranti non potranno godere dell’ecobonus al 110%, ma si dovranno “accontentare” del 50%, come del resto avveniva anche prima.

 

 

Ecobonus al 110% per la riqualificazione energetica degli edifici: limite o opportunità per il rilancio del settore infissi?

 

Da ogni legge possono nascere nuove occasioni, oppure ostacoli nello svolgimento della propria attività.

 

E’ la visione che fa la differenza!

 

Vedremo che il super incentivo fiscale, sulla “carta” potrebbe essere una buona opportunità, ma nella pratica occorre valutare con attenzione le misure attuative del decreto.

 

Dubbi e perplessità riguardano: i requisiti, le tempistiche e soprattutto l’operatività tecnica della gestione di questo beneficio.

 

Procediamo per ordine…

 

ecobonus al 110%

 

 

I requisiti per poter accedere all’ecobonus al 110%

 

L’ottenimento del super incentivo fiscale è subordinato ad una serie di parametri:

 

  • Il miglioramento di 2 classi energetiche dell’edificio, da attestare con APE (attestazione di prestazione energetica) ante e post intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

 

  • I materiali isolanti utilizzati nei lavori, devono rispettare i requisiti minimi di sicurezza ambientale (CAM).

 

  • La misura si applica nei confronti degli interventi effettuati da condomini, dalle persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni), su unità immobiliari, agli IACP e alle cooperative di abitazione a proprietà condivisa.

 

  • Non spetta invece per gli edifici unifamiliari non adibiti ad abitazione principale.

 

Sapete questo cosa vuole dire?

 

Che nella misura non rientrano le seconde case unifamiliari, al contrario di quelle che riguardano i condomini.

 

Inoltre bisognerà avvalersi di un certificatore energetico per fare una valutazione preliminare di fattibilità del complessivo miglioramento energetico dell’immobile, prima di capire quali possono essere gli interventi da fare (cappotto termico, pompa di calore, sostituzione serramenti, ecc.).

 

Quindi se un serramentista vorrà dare questa opportunità al suo cliente, dovrà farsi supportare da un professionista esperto in materia energetica.

 

 

Sconto in fattura e cessione del credito

 

Per il committente finale ci sono due opzioni per usufruire dell’ecobonus al 110%:

 

  • Se ha la liquidità e la capienza fiscale: potrà pagare i lavori di efficientamento energetico (compresa la sostituzione dei serramenti), che poi recupererà in 5 anni portando in detrazione tutte le spese sostenute e guadagnando anche il 10%.

 

  • Nel caso non avesse liquidità o capienza fiscale: potrà richiedere lo sconto in fattura alla ditta che esegue l’intervento. Questo significa che un serramentista potrebbe fare uno sconto del 100% al suo cliente.

 

 

Quale azienda o serramentista però potrà sostenere un onere del genere?

 

Nessuna o quasi!

 

Per quelle poche, che in limitati casi, lo faranno è previsto il recupero fiscale maggiorato del 10%.

 

E per tutte quelle che non hanno la forza di fare uno sconto sull’intera fornitura?

 

Il decreto prevede la cessione del credito fiscale a banche o altri istituti finanziari, che a loro volta, lo porteranno in detrazione guadagnandoci il 10%.  

 

La domanda che molti operatori del serramento si pongono è: “Le banche avranno l’interesse a favorire questa operazione?”

 

Anche se il Governo si è impegnato a fare un accordo quadro con l’ABI, i dubbi restano.

 

Nonostante la garanzia statale, il meccanismo dell’ecobonus al 110% potrebbe venire meno, se le banche o gli altri istituiti di credito, non si impegnino in tale direzione.

 

Ma il problema non finisce qui…

 

Sulla disponibilità effettiva del credito, il decreto non si pronuncia. Nel caso della legge precedente (L.205/2018) il credito maturava a marzo dell’anno successivo l’intervento. Nel caso dell’art.10 del DL Crescita del 2019 il credito era immediatamente utilizzabile.

 

 

Le misure attuative al decreto rilancio: quando saranno emanate?

 

La legge prevede che, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, l’agenzia delle entrate emani le misure attuative del medesimo decreto.

 

Cosa però molto improbabile, in quanto ci vorrà prima la conversione in legge del decreto da parte del Parlamento, che ha 60 giorni di tempo per approvarlo. 

 

Solo dopo seguiranno le misure attuative.

 

Mettiamoci comodi!

 

Se tutto andrà bene ci vorranno almeno 3 mesi per valutare meglio la situazione, senza parlare delle eventuali modifiche che potrebbero essere apportate.

 

Nel frattempo ci sono associazioni di categoria che hanno già bollato queste misure come poco praticabili per le imprese del settore!

 

Tra obblighi, decreti attuativi, assemblee condominiali, asseverazioni dei tecnici abilitati, visti di conformità dei commercialisti, polizze assicurative a garanzia, controlli a campione dell’ENEA, sanzioni amministrative e penali per i professionisti infedeli nelle dichiarazioni e altri adempimenti burocratici, il “bazooka” rischia di sparare a salve.

 

Qualcuno già immagina che per disciplinare tutti i possibili casi pratici, servirà un numero corposo di circolari e guide dell’agenzia delle entrate, sperando che non si arrivi in prossimità al 2021 con le idee ancora poco chiare.

 

Altre associazioni, come  Unicedil, stanno favorendo invece la possibilità di aggregazione tra diversi professionisti e imprese della filiera dell’edilizia (dal progettista al costruttore, dall’impiantista al serramentista, dal certificatore energetico all’installatore qualificato) per poter valutare, grazie ad un tavolo tecnico e normativo, la nuova misura e prepararsi a sfruttare concretamente l’ecobonus al 110%. 

 

Tale progetto è denominato “Rete Rilancio” e ha l’obiettivo di promuovere, con un approccio collaborativo di tipo orizzontale, utili sinergie e l’accesso alla beneficio fiscale, che singolarmente nessuna impresa sarebbe in grado di ottenere. 

 

 

I TIMORI CHE CIRCOLANO TRA GLI OPERATORI

 

La “paura” più grande delle imprese, infatti è quella di non riuscire a far accedere alla misura i loro potenziali clienti e quindi di perdere molti dei futuri ordinativi.

 

Mettetevi nei panni del consumatore: cosa fareste di fronte alla possibilità di godere di uno sconto del 100% per l’acquisto di una nuova caldaia e degli infissi per la vostra casa?

 

Senza parlare dei consumi energetici che diminuirebbero nel tempo con un notevole risparmio sulle bollette per il riscaldamento in inverno e il raffrescamento in estate…

 

 

Ecobonus al 110%: l’impatto sulle vendite

 

“Finestre gratis per tutti” era lo slogan che molti Italiani desideravano sentire e che la maggioranza degli operatori si auspicavano.

 

In rete e sui social, purtroppo, c’è stata tanta disinformazione, che ha causato delle aspettative soprattutto da parte dei consumatori finali, che pensavano di poter cambiare subito le finestre di casa, senza troppi impedimenti.

 

Le dichiarazioni “sensazionalistiche”, che hanno accompagnato l’approvazione del decreto, hanno inevitabilmente causato un rallentamento nelle vendite.

 

Molti italiani sono tuttora “alla finestra”, per capire come ottenerle senza spendere un euro!

 

La situazione d’altronde era prevedibile, così come lo era la volontà del Governo di voler incidere nel rilancio del settore edile con misure straordinarie.

 

E’ difficile oggi fare una stima precisa di quello che accadrà sul mercato nei prossimi mesi.

 

Sono tutti fattori esterni per le aziende, che non sarà facile gestire.

 

Nel breve periodo (o nei prossimi 3 o 4 mesi) gli effetti “psicologici” del distanziamento sociale, le misure di protezione  anticovid-19 per l’accesso agli showroom, la scarsa propensione agli acquisti delle famiglie e l’attesa per le misure attuative dell’ecobonus al 110%, non incideranno positivamente sui consumi dei serramenti.

 

Al di là delle polemiche che hanno circondato il super incentivo, ancor prima che uscisse, occorre valutare la situazione con buon senso, praticità e soprattutto in un’ottica di medio periodo. 

 

Ci vorrà tempo prima che la situazione possa “stabilizzarsi”, nel frattempo le imprese chiedono aiuti concreti e dovranno fare i conti (nel bene o nel male) con queste misure. 

 

Se ci saranno quindi delle concrete opportunità per il settore è giusto sfruttarle, altrimenti si dovranno percorrere subito altre strade per far ripartire una categoria già profondamente segnata dalla crisi.

 

Una cosa però è certa!

 

Il mercato sta evolvendo verso un’impresa serramentistica sempre più “liquida”, che si dovrà adattare velocemente ai cambiamenti: da quelli digitali causati anche dal lockdown forzato a quelli sui protocolli da seguire per ripartire in sicurezza, dalla marcatura CE richiesta da quest’anno dall’ENEA per usufruire delle detrazioni fiscali alle nuove strategie di marketing e di comunicazione 4.0  per attrarre gli utenti-clienti in showroom.

 

 

Fare “rete”, per fornire un maggiore valore aggiunto ad un cliente sempre più esigente, diventa una priorità. 

 

Significa, non solo superare l’individualismo che porta all’isolamento, ma adattarsi ad un mercato sempre più interconnesso, che richiede soluzioni organizzative innovative per la gestione di nuove opportunità di business. 

 

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” C. DARWIN

 

Soltanto gli operatori più resilienti potranno resistere, nei confronti di un mercato che ha alzato decisamente il livello della competizione.

 

 

 

 

Se pensi che le strategie di comunicazione e di marketing possano essere interessanti per la tua attività, ti invito ad approfondirle visitando il mio Blog: vendereinfissi.it 

 

 Alessandro Guaglione

Consulente Web Marketing |Blogger |Digital Sales Trainer

 

“Aiuto Serramentisti, Aziende e Rivenditori di porte e finestre a distinguersi dalla concorrenza, sviluppando strategie di marketing capaci di rendere unico il brand aziendale o personale”

 

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