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Paura di fallire? Scopri l’approccio vincente per il successo della tua attività!

“Persino il mitico Steve Jobs venne licenziato dalla stessa azienda che aveva fondato: la Apple……”

Pensare di essere “infallibili” nelle proprie attività professionali è pura utopia! Tutte le persone di successo, durante il loro percorso di crescita, hanno dovuto “fare i conti” con fiaschi e delusioni. Persino il mitico Steve Jobs venne “licenziato” dalla stessa azienda che aveva fondato: la “Apple”! Ma poi ritornò e la fece diventare grande con geniali invenzioni come: “iMac”, “iPhone” e “iPad”, che rivoluzionarono il mercato del digitale e non solo.

Gli Americani molto pragmaticamente definiscono questo processo con il motto: “fail fast, learn fast” (“fallisci presto, impara presto”). In Italia forse abbiamo ancora una visione abbastanza “peccaminosa” del fallimento?

Mettiamola così: il sistema è programmato per evolvere in continuazione e gli ostacoli fanno parte del gioco. Superarli significa confrontarsi con un grado di competizione più elevato . Come in un videogioco: superato il primo livello, accedi a quelli successivi affrontando nuove sfide ed impreviste difficoltà. Solo provando, testando, sbagliando e correggendo la rotta, arriverai ad essere il “padrone della partita” stabilendo il tuo record personale. Alla fine del “tunnel”, oltre che rivedere la luce, diventerai l’esperto della materia, che opportunamente comunicata al mercato, ti consentirà di ottenere le soddisfazioni che meriti.

In ogni fallimento, esiste il seme del successo”! Questo avrà pensato Thomas Edison, mentre sperimentava l’ennesimo insuccesso prima di sviluppare la lampadina elettrica. Egli non pensava in termini di fallimento, ma solo di un altro passo avanti per raggiungere un obiettivo.

Lo so cosa sta borbottando la tua mente associativa: oggi non possiamo più permetterci di sbagliare! Attenzione è l’ennesimo “ostacolo”che il sistema ci pone davanti. Una cortina di fumo, che non ci fa vedere oltre e soprattutto ci fa rimanere ancorati alle poche certezze che abbiamo, che giorno dopo gioco, perdono in forza. Intanto il mercato è già cambiato, è tre passi avanti e non abbiamo più l’energia di stargli dietro? That’s the game, man!

La paura di fallire è d’altronde la prova più difficile da superare! E l’ambiente in cui operiamo non è certo il Paradiso! Ogni giorno veniamo bombardati da messaggi catastrofici: attività che chiudono, disoccupazione che aumenta, indice di povertà che sale, la pressione fiscale (…è meglio che non la misuriamo oggi!). Il tutto condito da terremoti e terroristi che minano le nostre sicurezze. Stare fermi, in alcuni casi “paralizzati”, sembra l’unica soluzione razionale. Intanto il banco continua ad assegnare le vincite a quei pochi giocatori che non si limitano solo “a puntare”, ma hanno un preciso obiettivo e una chiara visione del gioco.

Non importa comunque se non diventerai famoso come Steve Jobs o Thomas Edison, l’importante è la consapevolezza che solo l’ennesima prova sarà quella giusta per la tua attività. Miles Davis, il famoso jazzista, ai suoi allievi terrorizzati di sbagliare soleva ricordare: “quando suonate una nota, solo quella successiva vi dirà se sia stata quella giusta o no”.

Spesso infatti l’errore, nasconde una paura più profonda: quella di cambiare. Nonostante sappiamo bene che nella vita l’unica cosa certa è proprio il cambiamento, non abbiamo mai tempo o voglia di adattarci alle situazioni. Forse non vogliamo uscire dalla nostra “sfera di comfort” (anche se i nostri business stanno colando a picco)? Oppure abbiamo paura di esporci e di essere soggetti ai giudizi altrui? Essere cauti e seguire la massa: sembrano questi i mezzi migliori per evitare di sbagliare! Eppure in un mercato inflazionato, seguire queste regole significa “fallire”, non emergere equivale a essere invisibili. Siamo cresciuti con la falsa convinzione: che le critiche siano motivo di fallimento! Quando invece è l’esatto contrario: cogliere l’opportunità di fare cose diverse e straordinarie dovrebbe essere lo scopo primario delle nostre attività.

Ho una cattiva notizia da darti: “abbiamo poco tempo”! Purtroppo oggi: progetti, idee e processi non hanno più dimensioni temporali di anni, ma di trimestri. E ciò che al momento è valido, non è detto di sicuro che funzioni domani! E’ l’altra faccia dell’evoluzione tecnologica, digitale e socio-economica: la velocità delle informazioni e delle innovazioni. Stiamo competendo ad un livello più elevato che in passato: qualità, prodotto, servizio, prezzo e cortesia sul mercato sono diventati “scontati” per i nostri clienti. E’ il minimo sindacale che deve offrire ogni buon professionista del settore. Ma con questi fattori non si emerge più come prima dalla massa.

Bisogna ritornare in palestra per allenarci duramente e per competere con strategie differenzianti, sperimentando innovative pratiche di marketing nelle nostre attività. Questa è la sfida che la globalizzazione ci ha messo davanti: chi lo capisce trasformerà i problemi in opportunità, chi è sordo è destinato ad una lenta estinzione.

Certo esistono tanti modi di cambiare. La definitiva mutazione “genetica” alla fine dipende da noi, dalle nostre scelte e dalla visione che abbiamo del futuro. Mai come oggi è attuale, la celebre frase di Charles Robert Darwin: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”.

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