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E’ più importante il prodotto o la sua comunicazione?

“…….va bene essere cari quando intorno ci sono negozi economici! Va bene “l’old style” in mezzo a negozi moderni e di tendenza. Così come va bene essere appariscenti, quando tutti sono uniformati. Andare controcorrente funziona, a patto di avere un’idea differenziante e saperla mettere in pratica!”.

I più penseranno, a ragione di logica, che entrambi (prodotto e comunicazione) siano fondamentali per ottenere il meritato successo. Ma è altrettanto vero che, senza un’efficace comunicazione, anche se in possesso di un ottimo prodotto, è impossibile far decollare le vendite! Di questo era fortemente convinto anche Steve Jobs, quando presentò al mondo l’iPhone. La gente sapeva da settimane che stava per essere fatto l’annuncio, ma nessuno era a conoscenza di cosa si sarebbe trattato. Jobs, come sempre, aveva fatto le cose in grande, organizzando un’apposita convention. Gli invitati con impazienza pendevano dalle sue labbra, dopo che Steve era salito sul palco acclamato come una star. Ancora una pausa, da attore consumato, e poi la presentazione ufficiale! “Siamo pronti a presentare tre nuovi prodotti: un iPod con ampio screen e controlli touch, un telefono cellulare rivoluzionario ed un innovativo device per la comunicazione Internet”. Le immagini dietro di lui scorrevano veloci fino a focalizzarne una soltanto. Molti non capirono subito! “Non stiamo parlando di tre dispositivi separati, ma di uno soltanto. Si chiama: iPhone!”. Era il 2007 e tutto quello che avvenne dopo fu uno straordinario successo. Furono immediatamente prenotati online milioni di pezzi. Ricordate quando le persone facevano la fila fuori dai negozi per acquistare la prima versione a costi elevati? Sul mercato esistevano già altri smartphone, ma per i primi 5 anni, l’iPhone è stato venduto più di tutti gli altri messi assieme! La domanda è: “ma era davvero il miglior prodotto in circolazione?” Probabilmente no, forse il vero motivo del suo successo è come Steve Jobs sia riuscito a comunicato al mondo! Lo ha reso un prodotto desiderato, ancora prima che venisse realizzato. Ha creato un’aspettativa enorme, ha fatto attendere i media che avevano poche informazioni anche sulla data del lancio. Per non parlare dei consumatori impazziti in fila davanti ai negozi. Ha realizzato un prodotto innovativo (questo è certo!), ma il segreto è che i clienti, solo nel possederlo, si sono sentiti parte di qualcosa di esclusivo!

Il ristorante “La Parolaccia” (il nome è tutto un programma!) è un’istituzione a Trastevere: quartiere popolare nel centro di Roma. Il locale è stato fondato nel 1941 dai coniugi De Santis: Vincenzo (detto “Cencio”) e Renata, che decisero di unire alla tradizionale cucina tipica, un intrattenimento basato sulle canzoni romanesche condite da termini piccanti. Prenotare un tavolo non è tanto facile! Questa la formula: paghi per mangiare in un piccolo locale, ricevi parolacce dai camerieri e sembra che tantissime persone sembrano felici di tutto ciò. La domenica poi, mentre tutti gli altri ristoranti della zona sono aperti, “La Paroloccia” si permette il lusso di restare chiuso! Questo ristorante attira clienti a volontà, non perché sia la cucina il punto di forza, ma perché ha saputo differenziarsi non seguendo il trend degli altri locali della zona. I clienti, dopo essere usciti da questo locale (nel bene o nel male) si sentono in dovere di raccontare questa esperienza agli altri. Sono certo che i fondatori non erano degli esperti di marketing come Jobs, ma c’è molto da imparare da loro. Pertanto: va bene essere cari quando intorno ci sono negozi economici! Va bene “l’old style” in mezzo a negozi moderni e di tendenza. Così come va bene essere appariscenti, quando tutti sono uniformati. Andare controcorrente funziona, a patto di avere un’idea differenziante e saperla mettere in pratica!

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