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Il Metodo Aranzulla!

“Ricordatevi sempre che il vostro sito sarà la vostra azienda!”

Circa un mese fa ho partecipato a Roma ad un evento di formazione di web marketing: “Aranzulla Day”. La cosa che mi ha stupito è che l’evento, svolto davanti a più di 500 professionisti, è andato “sold out” in meno di 2 mesi dal lancio in Internet!

Chi non conosce Salvatore Aranzulla? Probabilmente se hai avuto un dubbio informatico o dovevi difendere il PC da un virus, in rete ti sarai sicuramente imbattuto su una pagina di aranzulla.it: uno dei 30 portali web più visitati in Italia. Da anni è il punto di riferimento d’informazione tecnologica! E’ seguito da circa 12 milioni di utenti al mese per la risoluzione dei piccoli problemi o le grandi insidie legate al mondo hi-tech.

Ma come ha fatto Salvatore, un ragazzo nato a Mirabella Imbaccari (un paesino di 5.000 abitanti nell’entroterra della provincia di Catania), da semplice blogger (esperto in consigli sul PC) a diventare, a soli 28 anni, il più famoso ed autorevole divulgatore informatico del nostro Paese?

Se vuoi approfondire l’argomento, Salvatore ha scritto anche un libro: “Il Metodo Aranzulla”, che ti consiglio di leggere se rientri tra quegli operatori che desiderano affiancare alla vendita tradizionale, l’uso di siti e/o blog interattivi che possono diventare validi strumenti innovativi per la propria attività.

Se non l’hai ancora letto, posso intanto descriverti quello che mi ha colpito della storia di questo ragazzo che ha trasformato il suo “hobby” in un business di successo.

Il segreto iniziale è stato semplicemente la “curiosità”, il non voler arrendersi di fronte a domande, all’inizio banali (del tipo: “come togliere un virus dal computer?”), per poi creare una Guida per amici e parenti, in modo da evitare le loro continue richieste di aiuto.

Salvatore poi è passato agli “onori della cronaca” per aver trovato gravi falle su GOOGLE, Yahoo e sui siti di Mediaset e Poste Italiane. Per capirci è riuscito ad hackerare il sistema di Google, inserendo sulla Home Page un messaggio che sarebbe diventato un servizio a pagamento dal 1° Novembre di quell’anno! Il ragazzo all’epoca aveva solo 14 anni!

Visto il traffico enorme che generava il suo sito la domanda a cui doveva rispondere era: “Come si fa a monetizzare articoli che si diffondono gratuitamente online?”. La risposta venne all’inizio dai banner pubblicitari di Google AdSense. In pochissimo tempo riuscì a guadagnare il doppio dello stipendio mensile del padre.

Per rendere un contenuto monetizzabile, è necessario che questo generi traffico. Per farlo NON esistono scorciatoie! Bisogna puntare tutto sulla qualità dei contenuti, lavorando sodo, affinché gli utenti guardino con fiducia il sito. La concorrenza online è agguerrita e, basta poco, per sparire nel “dimenticatoio” nel giro di pochissimo tempo. Insomma ci vuole la giusta determinazione e mentalità nel non voler lasciare nulla al caso!

Egli ha ripetuto diverse volte nel corso del suo evento questa frase: “Ricordatevi sempre che il vostro sito sarà la vostra azienda!”. Occorre adottare il giusto approccio imprenditoriale, soffermandosi non solo sui contenuti, ma anche sulla struttura del sito e sulle strategie di promozione online e offline.

La prima questione da chiarire è la brand identity. Salvatore ha deciso ad esempio di utilizzare il proprio nome da dare alla sua impresa. Questa è una scelta di personal branding fondamentale, perché dà la possibilità di sviluppare progetti speciali, collaterali a quelli dell’attività. Nel tempo poi ha collaborato con testate giornalistiche (Il Messaggero), ha girato spot pubblicitari, ha partecipato ad incontri e conferenze su temi digitali.

L’adozione, al contrario, di un brand indipendente dalla propria persona preclude questa strada (ma non per questo rischia di rilevarsi un scelta errata!). Certo un brand personalizzato impone l’utilizzo di un linguaggio più diretto ed un approccio più personale (in quanto “il titolare ci mette la faccia, oltre al nome!”), ma in caso di adozione dell’altro sistema sarà più semplice venderlo.

Per milioni di utenti che ogni giorno si connettono ad Internet, la cosa più interessante è la possibilità di accedere a quantità pressoché infinite di notizie e informazioni, senza spendere un euro (connessione in rete a parte!). Questa rivoluzione, secondo Salvatore, non è soltanto “antropologica”, ma anche di carattere economico, perché Internet ha ribaltato completamente gli equilibri su cui si fondavano i rapporti tra domanda e offerta di un bene e/o un servizio.

Ha applicato inoltre un’efficace strategia nella combinazione di diversi strumenti in maniera scientifica (quali: pubblicità online, affiliazioni, progetti speciali, partnership editoriali e attività di influencer) per ottimizzare ed ottenere grandi risultati. Pur tuttavia, come ama ricordare: “…nessuna piattaforma o risorsa tecnologica potrà mai funzionare nel modo più efficace, se dall’altra parte manca una strategia precisa! Il software migliore è il vostro cervello!”.

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